Studio Dentisitico Massaria
Studio Dentistico
MASSARIA
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OSAS
Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno

Una riduzione oppure una interruzione del respiro durante la notte, altera il sonno, causando oltre a forte russamento, un sonno senza riposo, comportando alterazione della concentrazione, calo di memoria, colpi di sonno.

A lungo termine può favorire l'insorgenza dell'ipertensione, del diabete, delle patologie cardiache, degli ictus e può favorire incidenti alla guida o sul lavoro.

Prevenzione
INTERCETTARE LE APNEE (OSAS) il più precocemente possibile, quando ancora è asintomatica o non ha determinato conseguenze evidenti.
INFORMARE, MOTIVARE i soggetti che ne sono affetti, perché possano evitare a medio-lungo termine conseguenze importanti.

Epidemiologia

Il 4-5% della popolazione generale adulta ne è affetta.
Rappresenta il più diffuso fra i Disturbi Respiratori nel Sonno.
Nei soggetti normopeso, tra i 30 e 65 anni, coinvolge il:
  • 6% degli uomini;
  • 4% delle donne;
  • 40% dei soggetti obesi.

Cause

Diverse possono essere le cause, che possono essere singole o come spesso capita concomitanti:
  • sovrappeso/obesità: crea un ispessimento del grasso delle prime vie respiratorie (perifaringeo), la circonferenza del collo maggiore di 43 CM nell'uomo oppure 41 cm nella donna sono un segno di questo ispessimento delle prime vie respiratorie;
  • mandibola retrusa
  • uso di alcool o di certi sedativi che favoriscono il rilassamento dei muscoli delle prime vie aeree (lume faringeo);
  • posizione supina: stare "a pancia in su" durante il sonno potrebbe favorire l'ostruzione delle prime vie aeree.

Sintomi che può dare

Sintomi notturni 
russamento forte e persistente, frequenti pause respiratorie, sonno senza riposo, visite frequenti al bagno, cambiamenti di umore.

Sintomi diurni
cefalea mattutina, sonnolenza diurna, calo di attenzione, concentrazione e memoria, colpi di sonno/diminuzione dei riflessi alla guida.

Esame polisonnografico

Per una diagnosi certa è indispensabile effettuare l'esamo polisonnografico che è in grado di dare informazioni accurate di tipo cardio-respiratorio come l'elettrocardiogramma, il flusso aereo oro-nasale, la saturazione dell'O2 nel sangue, o riguardanti la qualità del sonno e la posizione del soggetto mentre dorme.
Il referto viene valutato da un esperto del sonno che può essere un pneuomologo/neurologo, che si consulta eventualmente con altri specialisti quali l'otorinolaringoiatra e il Maxillo-Facciale.
Una volta fatta diagnosi certa, si stabilisce la terapia più adatta.

Prevenzione-stili di vita

Il modo migliore per curare l'OSAS, nella maggioranza degli individui che ne sono affetti, è sicuramente la PREVENZIONE e questa passa attraverso gli STILI DI VITA. Perdere peso ed assestarsi entro valori nella norma, potrebbe essere decisivo nella terapia dell'OSAS. Il non utilizzo di alcool e/o sedativi prima di coricarsi, può essere un altro accorgimento molto utile. La non assunzione della posizione supina durante il sonno a volte può aiutare.

Cpap:
La CPAP è una pompa che genera aria sotto pressione, che favorisce la respirazione, prevenendo il collasso passivo delle prime vie aeree. È un sistema molto efficace, ma legato alla collaborazione del soggetto.

Dispositivi orali:
I dispostivi orali, favorendo l'avanzamento della mandibola, determinano un allargamento delle prime vie aeree e respiratorie sono spesso consigliati nelle forme lievi e medie, in sostituzione del CPAP, in quanto meglio accettati dal paziente.

Terapia posizionale:
Terapia volta ad impedire al paziente di dormire in posizione supina (a pancia in su). Oggi esistono piccoli strumenti che indossati di notte vibrano qualora il soggetto si disponga in posizione supina, portandolo a cambiare posizione.

Interventi di maxillo facciale:

Qualora la causa fosse determinata dalla posizione troppo retrusa della mandibola, si può pensare ad un intervento chirurgico per avanzarla, soprattutto nei soggetti più giovani.

Controlli periodici (follow up):
Il monitoraggio attraverso ripetuti esami polisonnografici, permette di apprezzare il grado di miglioramento del sonno oppure di modificare la terapia qualora fosse necessario.